Nel percorso di crescita dei nostri figli, è importante riflettere sul nostro ruolo di genitori e su come il nostro stile educativo influenzi la loro formazione.
Diana Baumrind ha individuato 3 principali stili genitoriali educativi e ha verificato una stretta correlazione tra lo stile educativo usato in una famiglia e il grado di autonomia, autostima e la capacità di relazione del bambino che viene cresciuto con quel determinato stile.
SCOPRIAMO I 3 MODELLI EDUCATIVI E GLI STILI GENITORIALI PRINCIPALI
Oggi ti parlerò proprio di questi 3 stili principali: l’autoritario, il permissivo e l’autorevole. Ognuno di questi stili ha un impatto significativo sullo sviluppo dei nostri figli, ma c’è un approccio che si è dimostrato più efficace.
Scopriamo insieme quale e perché!
Gli stili genitoriali: l’Autoritario
Lo stile autoritario, tipico della famiglia patriarcale, è tutt’oggi ancora usato ma in netta minoranza. Può essere sintetizzato con: poco supporto, tanto controllo.
Le caratteristiche comuni sono:
- Obbedienza, autorità e forte potere dell’adulto
- Regole imposte in modo rigido e senza alcuna spiegazione
- Punizioni, minacce e violenza fisica o verbale, usate per far sì che vengano rispettate le regole
- Scarsa comunicazione tra genitori e figli
- Scarso incoraggiamento verso l’autonomia dei figli
- Ordini senza libertà
- Nessuna possibilità di scelta
L’approccio autoritario si caratterizza per un’elevata enfasi sul controllo e sulle regole. I genitori autoritari tendono ad imporre le loro decisioni senza tenere conto delle opinioni e dei desideri dei propri figli. In questo stile, l’obbedienza è un valore fondamentale, e le regole vengono applicate con estrema fermezza, anche attraverso punizioni, minacce o violenza fisica o verbale.
Le regole sono tante e vengono prescritte in modo non democratico, senza possibilità di discuterne e apportare qualche modifica o eccezione. Alla richiesta di spiegazioni del figlio, la classica risposta potrebbe essere: “é così perchè lo dico io!“, oppure “sono tuo padre, quindi comando io!”.
Al bambino non vengono offerte delle alternative affinchè possano scegliere e autoregolarsi, ma deve seguire esclusivamente la strada offerta dal genitore. Questo comporta che, solitamente, il bambino segua le regole non perchè le trovi sensate o giuste, ma solo per la paura delle conseguenze o per non deludere le aspettative dei genitori. Inoltre, quando il genitore autoritario riprende il proprio figlio, si concentra tendenzialmente solo sugli aspetti negativi e mai su quelli positivi.
Gli stili genitoriali: il Permissivo
L’approccio permissivo può essere sintetizzato con: tanto supporto, poco controllo.
Le caratteristiche comuni sono:
- Grande tolleranza verso il comportamento del figlio
- Mancanza di regole chiare e adeguate all’età e alle esigenze del bambino
- Assenza di controllo
- Concessione e accondiscendenza su qualsiasi richiesta
- Affettività
- Libertà senza ordine
- Scelte illimitate
Lo stile genitoriale permissivo è caratterizzato da un’eccessiva indulgenza e da una mancanza di regole chiare.
Vi è molta accondiscendenza veso ogni desiderio del bambino e spesso questo va di pari passo con la mancanza di regole da rispettare. Regole sane, viste come limiti, che però danno anche sicurezza e un buon confine entro il quale il bambino può muoversi.
I genitori permissivi tendono ad evitare i conflitti e a soddisfare ogni richiesta dei figli, lo proteggono e si sostituiscono a lui per evitare che viva emozioni spiacevoli, spesso anche permettendo loro di evitare le responsabilità.
Gli stili genitoriali: l’Autorevole
Lo stile autorevole si basa sulla combinazione di regole chiare e di un approccio empatico.
Le caratteristiche comuni a questo stile sono:
- Dialogo
- Ascolto e presenza
- Regole chiare, semplici, motivate, condivise e eventualmente modificabili
- Si evitano metodi coercitivi
- Promozione dell’autonomia del bambino
- Libertà con ordine
- Scelte limitate
- Rispetto reciproco
Nello stile autorevole le regole vengono decise insieme, se ne parla e si discute in modo rispettoso affinchè tutti ne siano soddisfatti.
Davanti a un problema, si trovano assieme delle possibili soluzioni.
Le regole vengono rispettate, in caso contrario il genitore resterà fermo ma gentile e rispettoso del bambino.
Con lo stile autorevole, il bambino ha la possibilità di scegliere tra alternative limitate e ha inoltre la possibilità di sperimentare le conseguenze delle proprie scelte, in modo da imparare autonomamente quali sono quelle più “giuste” e quelle più “sbagliate” e ripeterle o meno in futuro.
E tutto questo senza ledere l’autostima del bambino, nè generare sfiducia o sensi di colpa al genitore.
Se il bambino si accorge di aver “sbagliato” scelta, è comunque importante che il genitore accolga le emozioni e non lo faccia sentire sbagliato o che “piange per niente”. Perchè ogni emozione è legittima!

Quale fra questi stili genitoriali è il migliore?
Tra questi tre stili, l’approccio autorevole si è dimostrato il più efficace. Questo perché offre un equilibrio tra le regole necessarie per fornire una struttura sicura ai nostri figli e la libertà di esplorazione e di sviluppo della propria personalità. L’approccio autorevole promuove una comunicazione aperta e rispettosa tra genitori e figli, facilitando la comprensione reciproca e la gestione dei conflitti. Inoltre, incoraggia l’autonomia e lo sviluppo delle abilità decisionali dei nostri figli.
Esempi pratici di applicazione degli stili genitoriali
Vediamo come potrebbero essere affrontate alcune situazioni con i tre stili genitoriali:
SITUAZIONE 1:
Il pranzo è pronto. La mamma ha preparato la pasta al pomodoro, ma il bambino non la vuole. Chiede il gelato.
- Genitore autoritario:
Impone che il bambino mangi la pasta senza ascoltare le sue preferenze. - Genitore permissivo:
Acconsente immediatamente alla richiesta di gelato senza considerare l’importanza di un pasto equilibrato. - Genitore autorevole:
Spiega al bambino l’importanza di una dieta bilanciata e coinvolge il bambino nella scelta di una porzione di pasta con un condimento che gli piace, sottolineando che il gelato può essere una deliziosa opzione per il dessert dopo aver finito il pasto principale.
SITUAZIONE 2:
Il bambino al parco vede un altro bambino con un giocattolo e lo vorrebbe subito anche lui. - Genitore autoritario:
Vieta immediatamente al bambino di chiedere o addirittura desiderare il giocattolo. - Genitore permissivo:
Acconsente subito l’acquisto del nuovo giocattolo e corre a comprarlo “prima che il bambino inizi a piangere”. - Genitore autorevole:
Parla con il bambino della sua voglia di avere quel giocattolo, spiegando le ragioni per cui potrebbe non essere possibile ottenerlo al momento. Insieme, si potrebbe discutere su alternative come ad esempio il risparmio o l’inserimento nella lista dei desideri per un’occasione futura (compleanno, Babbo Natale, etc..).
SITUAZIONE 3:
Il bambino non vuole vestirsi o lavarsi i denti prima di andare a scuola.
- Genitore autoritario:
Forza il bambino a vestirsi o a lavarsi i denti senza ascoltare le sue resistenze, anche alzando la voce o dando sculaccioni. - Genitore permissivo:
Accoglie subito la richiesta del bambino per non perdere tempo o per non farlo piangere e non affronta l’importanza delle abitudini igieniche o di essere pronti per la scuola. - Genitore autorevole:
Ascolta le resistenze del bambino. Lo coinvolge nella scelta dei vestiti o nella selezione dello spazzolino da denti preferito, spiegando l’importanza di queste abitudini per la salute e il benessere. A seconda anche del suo bambino, potrebbe trasformare in gioco questo momento, creando una routine divertente o utilizzare un timer per rendere l’esperienza più piacevole.
In queste situazioni, l’approccio autorevole si basa sulla comunicazione empatica, sull’ascolto delle esigenze e dei desideri del bambino e sulla spiegazione delle ragioni dietro le decisioni prese. L’obiettivo è insegnare ai bambini l’importanza di equilibrio, responsabilità e autodisciplina, senza rinunciare alla loro voce e alle loro preferenze.
Ricorda che ogni bambino è un individuo unico, quindi potrebbe essere necessario adattare l’approccio genitoriale in base alla personalità e alle esigenze specifiche del tuo bambino.




